SABATO 25 GENNAIO 2020 – ore 20:30

Con
Antonio Paiola
Aldo Stella
Ilaria Nadin

Testo e regia
Milton Fernández

La Promessa parla di memoria.

Di una memoria tenuta gelosamente in serbo da uno degli ultimi sopravvissuti a una catastrofe chiamata Olocausto.

Un anziano professore è, da qualche tempo, costretto a vivere in una casa di riposo, dove la vita si riduce a una sereno scivolare verso l’oblio. Ha fatto promettere a sua nipote di non andare a trovarlo. Farsi vedere in quella situazione equivale ad abdicare a una dignità che lui ritiene essenziale. Quella goccia di divinità che ciascuno si porta dentro.

Lo spettacolo inizia con l’arrivo di Lil, la nipote, nel residence. Lo scontro con un medico che a un primo approccio appare come la rappresentazione della banalità del male. Portatore sano di una burocratica esistenza, al servizio di un sistema che trasforma i pazienti in clienti.

Giuseppe, il protagonista, ha chiesto ora alla nipote di venire a trovarlo. La solleva della sua promessa. Le chiede aiuto. La memoria lo sta abbandonando. Ed è qualcosa che lui non si può permettere.

Qualcuno deve scrivere quello lui che si è promesso di dire al mondo, quello che ciascuno dei sopravvissuti all’inferno del lager ha giurato di continuare a raccontare:
Giuseppe – Abbiamo tutti bisogno degli altri. Siamo… necessari. Dobbiamo sopravvivere, non per noi stessi, ma per mettere in guardia tutti quanti… E’ questo il compito. Per questo Dio ci ha tenuto in vita. Perché dobbiamo raccontare al mondo quello che è successo. E’ il nostro dovere. E non possiamo permetterci di morire, o di perdere la memoria… Lo capisci? Ricordare, raccontare… è il nostro modo di mettere in guardia gli altri. Come fanno gli animali… E’ il nostro grido di allarme. Il nostro urlo. Affinché chi viene dopo di noi possa scansare il pericolo… riconoscere il mostro…
(…)

Il mostro è sempre lì.

Sempre in agguato.

Si acquatta negli anfratti ma non appena ti giri rialza la testa. E ti sbrana. O sbrana i tuoi cari. Le persone. Quelli che non conosci… e quelli a cui più tieni al mondo… Per questo non bisogna mai tacere. Mai perdere la memoria… perdere la memoria vuol dire tornare a rivivere l’orrore… Lil, sei tu? Hai scritto…?

Il resto è la narrazione della lotta disperata dell’individuo – in questo caso un anziano professore innamorato della letteratura classica – del simbolo potente della volontà dell’uomo di tutelare con ogni mezzo non solo la dignità della sua esistenza, ma anche quella di coloro che vengono dopo di lui.
Perché l’orrore è lì, sempre in agguato, in attesa che la memoria abbassi la guardia

=> INGRESSO

10 euro con tessera associativa Bioforme (5 euro)

=> DOVE
Bioforme – La Falegnameria in Via Aosta, 2 a Milano, è un laboratorio di creatività, organizzato secondo principi e regole dettati dalla competenza e dalla passione.

Bioforme mette l’ Arte in Circolo attraverso un ricco e variegato calendario di corsi, mostre, spettacoli e performance dal vivo che spaziano dalla musica al teatro, dalla pittura alla scultura.
Per difendere la nostra umanità.

=> COME ARRIVARE
Al 2 di Via Aosta troverai un cancello Rosso carrabile di fianco l’ingresso di un Hotel. Una volta varcata la soglia del cancello, gira a destra e costeggia l’edificio, facendo il giro; la prima porticina che trovi sulla sinistra sormontata da una piccola tettoia è l’ingresso di Bioforme.

=> PARCHEGGI e MEZZI PUBBLICI
Se arrivi in auto si trova sempre posto in via Principe Eugenio, nel tratto di strada che costeggia i giardini pubblici.
Altrimenti utilizza la metropolitana e scendi alla fermata MM5 Lilla di Cenisio, oppure utilizza i tram 12,14 o il bus 78.