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Com’è fatto il fusto dell’albero?

Gli anelli del legno, la venatura e la struttura dei tronchi di legno

Non puoi imparare a lavorare il legno senza sapere qualcosa sulla morfologia del tronco di un albero. Tutto l’amore per il legno nasce in fondo proprio dall’albero ed è raro praticare la falegnameria senza avere una passione anche per gli alberi e i boschi.

I corsi di falegnameria di Bioforme sono essenzialmente pratici, e questo articolo, come tanti altri di questo blog, è stato scritto proprio per colmare questa lacuna e dare spunti di approfondimento teorico a tutti gli allievi.

Ecco allora una breve ricerca sul legno che può aiutare a soddisfare le tue curiosità.  

tronco di legno

Sei pronto per questo breve viaggio all’interno di un albero?

Si comincia…dal tronco cioè dal fusto e dall’osservazione della sua struttura a livello macroscopico.

Di  forma  grossolanamente  cilindrica molto allungata, il tronco di legno, serve a sostenere in alto la chioma.

I segni che puoi osservare sulla superficie ,noti come venature del legno, sono dovuti alla struttura di questo materiale. Il legno, infatti, è fatto essenzialmente di piccoli vasi conduttori, che trasportano acqua e sali minerali dal fusto verso le foglie. E’ per questo che quando il legno viene tagliato parallelamente all’asse del tronco, le venature ti appaiono diritte.

Tagliandolo trasversalmente, invece, puoi  notare che  la sezione del tronco d’albero, non  è tutta dello stesso colore. Si possono distinguere sei diverse zone, a forma di anelli, che, dall’esterno verso l’interno, sono:

  1. la corteccia 
  2. il libro 
  3. il cambio
  4.  l’alburno 
  5. il durame 
  6. il midollo

Che cosa sono gli anelli di accrescimento?

Gli anelli si formano in seguito alla crescita del fusto della pianta e all’ interruzione dovuta a periodi di stasi. Nelle aree climatiche che hanno stagioni invernali  e di conseguenza pause nell’attività vegetativa (regioni temperate e fredde), gli anelli di accrescimento corrispondono all’accrescimento arboreo annuale.

Nelle foreste tropicali, caratterizzate da attività vegetativa ininterrotta, l’apparizione degli anelli è al contrario quasi o del tutto assente.

In generale, dunque, gli anelli di accrescimento diventano visibili perché, all’ inizio e verso la fine del periodo di attività vegetativa, si formano cellule diverse per tipo, dimensione, numero e distribuzione.

Come si chiama l’anello più esterno del tronco?

La  corteccia  è  l’anello  più  esterno,  l’unico  visibile anche   quando   il   tronco  non  è   sezionato,  e fisiologicamente  è  morta  e   serve  a   proteggere l’albero  dagli  agenti  atmosferici e dagli   insetti nocivi.

Che cosa c’è appena sotto la corteccia di un albero?

Il  Iibro  (floema),  di  spessore  molto  sottile,  serve invece a proteggere l’albero dall’umidità che, come vedremo in seguito, è il peggiore nemico del legno. Nel libro scorre la linfa elaborata, costituita da soluzioni acquose di sostanze organiche (soprattutto zuccheri prodotti dalla fotosintesi, amminoacidi ed ormoni) che discende dalle foglie al resto della pianta.

Dove nascono le nuove fibre di un albero?

Il  cambio,  zona  in  cui  si  crea  il  nuovo  legno  che  permette  all’albero  di  crescere,  crea ogni  anno nuove fibre, sia verso l’interno per formare l’alburno o  xilema,  sia  verso  l’esterno  per formare  il  libro o floema o tessuto cribroso.

Che cos’è l’alburno e da cosa è formato?

Le piante si nutrono solo in primavera ed autunno, quando nel terreno sono abbondanti l’ acqua ed i sali minerali e la temperatura  esterna  va  dai  3  ai  35°.  Nel  corso  di  un anno  si forma  un   anello  di  alburno,  di  colore  chiaro  e  di  grosso spessore corrispondente alla  crescita primaverile. Quello di  colore  scuro  e  di  ridotto  spessore corrisponde invece alla crescita autunnale, quando  minori sono  le  sostanze  nutritive assorbite  dalla  pianta. E’ così che si formano gli anelli annuali, che permettono di stabilire l’età della pianta.

L’ alburno (xilema), è formato da cellule vegetali vive nelle quali avviene il trasporto della linfa grezza  (acqua e sali  minerali) che dalle radici  salgono alle  foglie.  L”alburno,  all’ inizio dell inverno, viene assorbito dal durame. Di fatto  il legno mantiene la funzione di conduzione per alcuni anni e poi la perde, frequentemente per l’ingresso nei vasi di bolle d’aria che interrompono la continuità delle colonne d’acqua; quindi solo gli strati esterni del legno, più giovani, mantengono funzione di conduzione. 

Come si chiama il cuore del tronco?

Il  durame o cuore del legno  è  la  zona  del  tronco  di  maggiore  spessore  ed  ha  la  stessa funzione che nel corpo umano ha  lo scheletro, cioè quella di consentire all’albero una  posizione eretta. Inoltre esso  è l’anello più importante poichè é l’unica parte delle  essenze  legnose  da  cui  si  ricava  il  legno utilizzato  industrialmente:  tavole travi, ecc. Il durame é spesso impregnato di sostanze fenoliche che lo rendono scuro e resistente verso l’attacco di parassiti. E’ costituito, infatti,  da cellule  dure  e compatte,  è  l’alburno  invecchiato,  nel quale non scorre più la linfa e dal quale si estrae il cosiddetto legno massello.

Come si calcolano gli anni degli alberi?

Gli anni degli alberi si calcolano contando i cerchi all’interno del tronco. Ogni anno corrisponde ad un cerchio o anello. All’interno dei cerchi si può leggere oltre che l’età, anche come l’albero abbia vissuto e quali climi abbia dovuto sopportare. La disciplina che ricostruisce la vita di un albero attraverso l’analisi dei suoi anelli si chiama dendrocronologia. Il termine dendrocronologia deriva dal greco dendron cioè albero, crono che significa tempo e logia che richiama il concetto di studio.

Conclusione

descrizione di un albero

descrizione di un albero

Quando parliamo del legno o lo trattiamo, dobbiamo conoscere e riconoscere le sue proprietà; ci dobbiamo ricordare dell’albero vivo.

In altre parole posso dirti che  tutte le proprietà del legno corrispondono alle molteplici proprietà dell’albero. Il legno racchiude in sé un profluvio di vita.

Quindi non devi considerarlo e utilizzarlo come un materiale qualsiasi, bensì come un elemento speciale, dal quale puoi ricavare molti vantaggi, se sai conoscere e adattarti alle modalità che ne regolano lo sviluppo.

Devi sapere ad esempio che l’albero, a dispetto della sua solidità e forza è un organismo molto sensibile. Pensa soltanto  agli elementi atmosferici come il vento, la pioggia e la neve. Per non parlare dei suoi terribili nemici invisibili come i parassiti, le muffe, i microorganismi, i funghi e gli insetti che lo minacciano e ne ostacolano la crescita. Arrivano perfino a ucciderlo.

Perché dobbiamo ammirare l’albero e prenderlo a esempio?

Perché è diventato grande nonostante tantissimi nemici e avversari.

Alcuni alberi per sopravvivere hanno sviluppato nel tempo strategie da veri e propri guerrieri. Prendi il faggio, per esempio. E’ un albero molto combattivo. Arriva a tagliare i rifornimenti ai vicini, pur di procurarsi le riserve d’acqua e i nutrimenti nel terreno. Gli alberi allora possono essere tanto sensibili quanto spietati se devono lottare per la loro sopravvivenza. L’ombrello di foglie del faggio, sviluppatosi nel corso di una evoluzione di millenni,  oggi può creare una trama così fitta che toglie ai concorrenti almeno il 20% della luce che cade dall’alto.

Pensaci.

La forma degli alberi dipende da questioni come questa.

Vuoi un altro esempio?

Eccolo.

La forma conica di una conifera non è altro che la miglior risposta evolutiva al carico di neve che cade nei climi freddi. Così la neve non può accumularsi troppo sui suoi rami e scivola giù.

Nel  brevissimo video qui sotto vedrai invece come nasce e cresce un albero fino a raggiungere i 150 anni di vita.

=>Lettura consigliata

La vita segreta degli alberi (Offerta su Amazonversione ebook – Recensioni – 10 vantaggi di Amazon Prime)

di Peter Wohlleben

La vita segreta egli alberiPerché il bosco è verde?

Come si misura l’età di un albero? Cosa mangia un albero?

Quanto beve? Perché si ammala? Come si protegge?

Peter Wohlleben, celebre guardia forestale, grazie alla sua esperienza e agli studi durati una vita intera ci introduce alla vita nascosta degli alberi, portandoci in un mondo che mai avreste immaginato: gli alberi sono esseri sociali.

Nei boschi secolari gli alberi si aiutano e si sostengono a vicenda come una vera e propria comunità, sono molto uniti tra di loro, tanto da condividere in momenti estremi il cibo, soprattutto con i vicini più in difficoltà.

Un libro che sconvolgerà totalmente il tuo modo di guardare un albero e di passeggiare nei boschi.

Immagini di alberi

Visto che sei arrivato a leggere fin qui, goditi ora una piccola pausa rilassante.

Lo sai che anche il solo guardare immagini di alberi può infondere calma e alleviare lo stress?

Bene allora fermati un istante e goditi queste immagini di alberi, vedrai che lentamente arriveranno pensieri positivi sia che ti trovi all’interno di un’affollata metropolitana, nella sala di aspetto di un medico, o in un rumoroso centro commerciale.

E se poi sei curioso di saperne di più sugli alberi, leggi anche il nostro articolo dedicato ai diversi tipi di bosco.

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